I VON sono uno dei gruppi black metal più importanti ed al contempo misteriosi di sempre, nati a San Francisco nel 1992, praticamente hanno sempre riproposto il loro originario repertorio su svariati supporti ed in varie forme sino ai giorni nostri. La scarsità di notizie in merito al progetto ha sempre alimentato un’aura di “leggenda” e di attesa nei confronti del vocalist/bassista VENIEN & company da parte dei blackster più incalliti. Ma soprattutto è sempre stato il sound dei Von a parlare per loro, un black metal grezzissimo, minimale, alienante, fatto di versi gutturali e riff ripetitivi, un mix che per quanto possa sembrare banale, riesce invece a catturare l’ascoltatore lasciandogli “qualcosa” dentro. Va inoltre ricordato che molti artisti di spicco del genere hanno spesso menzionato i Von nel corso delle loro interviste, citandoli tra le band che più hanno lasciato il segno nel panorama black metal internazionale. I Dark Funeral hanno inciso una cover dei VON nel loro album di debutto “The Secrets Of The Black Arts”, stiamo parlando della traccia “Satanic Blood”. Il 31 ottobre 2012, come comunicato da VENIEN, unico membro fondatore rimasto nella formazione dei Von, esce “Satanic Blood” (a proposito del riproporre sempre il proprio repertorio vita natural durante…), una raccolta di vecchi brani e di “inediti” ri-registrati con una formazione a cinque elementi. Il disco dei VON “Satanic Blood” uscì nel 1992 sotto forma di demo autoprodotto comprendente otto tracce, reperibile anche in uno split CD con i Dark Funeral di qualche anno fa intitolato “Devil Pigs”. “Satanic Blood” venne poi riproposto con il titolo “Satanic Blood Angel” nel 2003 BOOTLEG, un doppio disco uscito per la Nuclear War Now! Productions nel cui secondo cd sono comprese le tracce del primo disco registrate live.
Infine due anni fa uscì un EP comprendente tre delle suddette tracce e un DVD, materiale certamente non facile da reperire. Veniamo dunque a “Satanic Blood” del 2012, un album sicuramente interessante ed in grado di fornire parecchi spunti di riflessione: innanzitutto, la primordialità dei Von che ho sempre conosciuto viene leggermente meno in questa rivisitazione, ma lo spirito emanato dalla band è sempre lo stesso a grandi linee. La produzione è più pulita ed il suono più corposo ed “elaborato” rispetto alle prime release della band, la batteria è più consistente e la voce, seppur sempre molto gutturale, qui è leggermente più curata e profonda, soprattutto nella sua incisione. La maggior profondità del suono è dovuta principalmente all’uso delle chitarre, con l’aumento di intrecci e sovra incisioni rispetto alle passate registrazioni del gruppo. Anche i rumorismi inseriti nel mix - praticamente tutti ricreati con le chitarre - giocano un ruolo importante. Ogni volta che ascolto i VON mi stupisco della loro bravura nel riuscire a ricreare atmosfere, sonorità e brani decisamente alienanti attraverso una struttura musicale minimale e ripetitiva, loro marchio di fabbrica sin dalla prima demo rilasciata. La traccia forse più rappresentativa dell’allora terzetto Von è probabilmente “Satanic Blood”, nota dolente di questa riproposizione: rispetto alla versione più conosciuta la trovo banale e “asciutta”, priva di quel “mood” deviato di cui sono intrise le prime registrazioni. Trovo invece piuttosto riuscite le rivisitazioni di altri “classici” della band come “Jesus Stain”, “Devil Pig”, “Veadtuck” e “Christ Fire”. “Satanic Blood” è chiuso con due tracce bonus della lunghezza di oltre sette minuti, due tracce inedite e decisamente alienanti, in particolare “Satan”, forse uno dei brani più ipnotici e angoscianti che abbia mai ascoltato nel repertorio di VENIEN. La conclusiva “Litanies of Von” è un pezzo che si potrebbe definire ambient (adattabile anche come colonna sonora), fatto di suoni e voci che sussurrano parole pressoché incomprensibili. Minimalismo praticamente puro, la scelta dei suoni è particolarmente indovinata e crea una dimensione sonora degna di alcune composizioni di Akira Yamaoka. Se siete fan dei VON non lasciatevi sfuggire questa rivisitazione perché merita. Se non avete mai ascoltato la band americana, vi consiglio di sentire prima i loro vecchi lavori, perché altrimenti vi perdereste una tappa importante, sebbene i brani gira e rigira siano sempre quelli. Mi piacerebbe un giorno o l’altro ascoltare un nuovo album dei Von che comprenda maggior materiale inedito e che si stacchi per un attimo dai soliti brani ormai riproposti decine di volte.
(Source: stereoinvaders.com)